Il fuoco di Sant’Antonio, ovvero Herpes Zoster.
Il “Fuoco di Sant’Antonio” è il nome popolare con cui è conosciuto l’Herpes Zoster, una patologia dovuta all’infezione da parte del virus varicella-zoster, della famiglia Herpesviridae.
Si stima che circa il 98% della popolazione adulta sia stata infettata da questo virus (dato USA) e che quasi 1 persona su 3 svilupperà l’herpes zoster nel corso della vita*; si tratta quindi di un argomento di grande interesse, che approfondiamo oggi con la Dermatologa del Poliambulatorio Ferrario.
Dott.ssa, il cosiddetto “Fuoco di Sant’Antonio” è un problema che affligge molte persone, può innanzitutto spiegarci di che cosa si tratta?
“L’Herpes Zoster, detto volgarmente “Fuoco di Sant’Antonio”, è una patologia che si manifesta con un’eruzione cutanea localizzata, generalmente dolorosa, che si verifica più frequentemente tra gli anziani e le persone immunocompromesse. È causata dalla riattivazione del virus varicella zoster (VZV) anche decenni dopo che si è stabilita l’infezione iniziale.”
Come si manifesta l’infezione da VZV?
“L’infezione causa due manifestazioni cliniche distinte:
- quando si incontra per la prima volta il virus, l’infezione primaria si manifesta come varicella, malattia esantematica tipica dell’infanzia che si presenta con lesioni polimorfe (macule, papule, vescicole, pustole, croste) distribuite diffusamente a volto e tronco. Risolta l’infezione primaria, il virus latentizza per il resto della vita all’interno delle strutture nervose di alcuni gangli nervosi: questo significa che non viene “eliminato”, ma può restare inattivo anche per tutta la vita.
- In seguito a condizioni predisponenti, ad esempio un indebolimento del sistema immunitario, il virus può riattivarsi configurando il quadro di herpes zoster che, clinicamente, presenta le stesse manifestazioni che si osservano in corso della varicella, questa volta però limitate alle regioni cutanee in cui si distribuiscono le fibre nervose interessate. Nonostante possa manifestarsi potenzialmente ovunque, i siti più coinvolti sono torace e regione lombare; in circa il 10% dei casi vi è coinvolgimento del volto.”
Chi è a maggior rischio di sviluppare l’herpes zoster?
“Tra i fattori di rischio principali per lo sviluppo di herpes zoster abbiamo età avanzata e alterazione del sistema immunitario.”
Quanto dura e come si può curare?
“Senza terapia, dura tra i 7 e i 10 giorni. Il sintomo più comune è il dolore, descritto come bruciore o talvolta “coltellata”, che spesso precede la comparsa delle manifestazioni cutanee.
Per il trattamento dell’herpes si utilizzano farmaci antivirali assunti per via orale. L’assunzione di una corretta terapia antivirale iniziata il più precocemente possibile riduce il tempo di guarigione dell’eruzione cutanea, diminuisce la gravità delle manifestazioni cliniche e della sintomatologia, e aiuta a ridurre il rischio di sviluppare nevralgia post-erpetica, una possibile complicazione in corso di herpes zoster.
Per il trattamento dell’herpes zoster è fondamentale sottoporsi ad una visita dermatologica: il dermatologo instaurerà la terapia più adatta per ridurre i disagi della malattia.
E’ anche importante, nella fase acuta, prestare attenzione a non contagiare le persone con cui si viene in contatto: in particolare, i pazienti con herpes zoster possono trasmettere l’infezione portando allo sviluppo di varicella nei pazienti che non l’hanno avuta, che non siano vaccinati.”
Come prenotare una visita con il dermatologo al Poliambulatorio Ferrario di Sesto San Giovanni
Prenotare la tua visita specialistica con il dermatologo è semplice, puoi farlo:
- Telefonando al numero: +39 022481146
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*Fonti e approfondimenti:
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